Andamento degli affitti nel 2022

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Andamento degli affitti nel 2022

Gli affitti rialzano la testa. Ma il prodotto non basta

Sta tornando ai livelli pre-pandemia il mercato delle locazioni. Lo dicono i dati. 

I canoni nelle principali città italiane hanno già superato i valori del 2019, le stipule non ancora. La via però è tracciata, i primi segnali erano giunti già in autunno, con la riapertura delle università, poi i trasfertisti. 

Ora che lo smart working si è integrato con il ritorno alla normalità tranne che per gli eventi e il business congressuale che ancora stenta, gli affitti hanno rialzato la testa. In città, meglio i tagli piccoli (mono e bilocali). Le città medio-piccole premiano, invece, i trilocali.

Tuttavia, in questi ultimi due anni, la vita non si è congelata, i bonus hanno spinto molti – in attesa di tempi migliori – a ristrutturare per poi vendere o affittare a canoni superiori. Altri hanno proprio ceduto il bene in cambio di liquidità. Gli affitti brevi si sono convertiti in lunghi. Ma l’estate lascia già presagire il ritorno degli stranieri e un decollo del breve termine. La domanda preme ma il prodotto (di qualità) manca. 

Le proposte di aumento della cedolare secca dal 21 al 26%, unite alla fiammata dell’inflazione che minano la redditività dei canoni, non aiutano a sostenere la locazione.

E restano ancora pochi, isolati e per lo più elitari (anche nei prezzi) i progetti residenziali – in fase di realizzazione a Milano – che utilizzano la formula del “built to rent” con la costruzione o la riqualificazione di interi edifici, al fine di tenerli in affitto. 

Progetti come Milano Lambrate di Hines, o “Flat Tower” di Vittoria Assicurazioni si traducono in un aumento dell'utilizzo delle parti comuni comprese nel canone pagato dagli inquilini, attraverso una serie di servizi personalizzati, come l’offerta e la gestione di spazi per eventi, lockers, coworking, orti condominiali, app per scegliere come arredare e personalizzare il proprio appartamento, o per prenotare gym/palestra o servizi di mobilità elettrica. Un modello “virtuoso” ma ancora ”per pochi”.

 

Fonte: ilsole24ore